I miomi possono ridurre le possibilità di gravidanza con la fecondazione in vitro?

Ottobre 7, 2025

I miomi uterini sono una delle patologie ginecologiche più comuni nelle donne in età fertile. Nonostante siano tumori benigni, la loro presenza può avere un impatto significativo sulla fertilità e sulle possibilità di successo nei trattamenti di fecondazione in vitro (FIV). Comprendere che cosa sono, quali sintomi provocano e come affrontarli è fondamentale per prendere decisioni informate sul percorso di riproduzione assistita presso una clinica della fertilità.

Cosa sono i miomi uterini

Un mioma uterino è una formazione benigna che si sviluppa nel tessuto muscolare dell’utero. Può presentarsi come singolo o in forma multipla (miomi uterini) e variare molto per dimensioni e localizzazione.

  1. Frequenza: si stima che oltre il 30–40% delle donne in età riproduttiva possa sviluppare uno o più miomi.
  2. Differenze tra singolo e multipli: un mioma isolato può avere un impatto limitato, mentre la presenza di più miomi uterini può alterare la forma e la funzionalità dell’utero, influenzando direttamente la fertilità.

Mioma uterino: sintomi e segnali da riconoscere

Molte donne convivono con i miomi uterini senza saperlo, poiché possono essere asintomatici. Tuttavia, i sintomi più frequenti includono:

  • Sanguinamenti uterini anomali, spesso abbondanti o prolungati.
  • Dolore pelvico o senso di pressione nell’addome.
  • Problemi di fertilità o difficoltà a concepire.

Altri sintomi meno evidenti possono essere stanchezza, anemia dovuta a perdite abbondanti, o disturbi urinari e intestinali legati alla compressione degli organi vicini.

 La diagnosi precoce è fondamentale: un semplice esame ecografico può identificare la presenza di miomi e permettere al medico di definire la strategia migliore.

Tipologie di miomi uterini e localizzazioni più frequenti

I miomi non sono tutti uguali: la loro localizzazione influisce sia sui sintomi sia sulle possibilità di concepimento.

  1. Mioma fundico uterino: si sviluppa nella parte superiore dell’utero (fondo uterino) e può compromettere la cavità endometriale se di grandi dimensioni.
  2. Miomi sottomucosi: si trovano sotto la mucosa uterina e sono i più associati a problemi di fertilità.
  3. Miomi intramurali: crescono all’interno della parete muscolare uterina e possono alterare la forma dell’utero.
  4. Miomi sottosierosi: si sviluppano verso l’esterno dell’utero e raramente influenzano la fertilità, ma possono causare sintomi compressivi.

La localizzazione è dunque un fattore decisivo per valutare l’impatto dei miomi sulla gravidanza e sul successo della FIV.

Mioma uterino è pericoloso per la gravidanza?

La presenza di un mioma uterino non sempre è pericolosa, ma in alcuni casi può comportare rischi:

  1. Durante la gravidanza naturale o assistita, i miomi possono aumentare le probabilità di aborto spontaneo, parto prematuro o anomalie nella posizione del feto.
  2. Nei cicli di fecondazione in vitro, possono ostacolare l’impianto embrionale o ridurre le possibilità di successo se si trovano all’interno o vicino alla cavità uterina.
  3. In situazioni specifiche, il ginecologo può raccomandare la rimozione chirurgica (miomectomia) prima di avviare un trattamento di FIV.

Miomi uterini e fecondazione in vitro: come influiscono sulle possibilità di successo

Numerosi studi clinici hanno dimostrato che la presenza di miomi uterini, soprattutto sottomucosi o intramurali di grandi dimensioni, può ridurre le probabilità di impianto embrionale.

  1. Dati clinici: i tassi di gravidanza possono essere inferiori rispetto a donne senza miomi, ma il risultato dipende dal tipo, dimensione e numero di noduli.
  2. Strategie terapeutiche: in alcuni casi si opta per un intervento chirurgico, mentre in altri si possono gestire i miomi con monitoraggio e terapie farmacologiche, senza necessariamente ricorrere alla rimozione.
  3. L’approccio deve essere sempre personalizzato: non tutte le donne con miomi hanno bisogno di un trattamento chirurgico prima della FIV.

Trattamenti e opzioni disponibili per le donne con miomi uterini

Le opzioni terapeutiche variano in base all’età, ai sintomi e al desiderio di maternità:

  1. Farmaci e terapie ormonali: utili per ridurre i sintomi (sanguinamenti e dolore), ma non eliminano i miomi.
  2. Miomectomia chirurgica: rimozione del mioma preservando l’utero, indicata nei casi che compromettono la fertilità o causano sintomi gravi.
  3. Tecniche meno invasive: come la laparoscopia o l’isteroscopia, utilizzate per rimuovere miomi di piccole o medie dimensioni con tempi di recupero ridotti.

Quando consultare uno specialista in fertilità

È consigliabile rivolgersi a un ginecologo o a un centro di riproduzione assistita quando:

  • I sintomi del mioma uterino diventano invalidanti (sanguinamenti, dolore, infertilità).
  • Dopo più tentativi di concepimento naturale o con FIV senza successo.
  • In caso di diagnosi di mioma fundico uterino o miomi sottomucosi che possono interferire direttamente con l’impianto embrionale.

La diagnosi precoce e il monitoraggio regolare permettono di intervenire tempestivamente e di ottimizzare le possibilità di gravidanza. In una clinica della fertilità, oltre alla gestione dei miomi uterini, spesso si valutano opzioni come il congelamento ovuli, una strategia che consente di preservare la fertilità e programmare con maggiore serenità un percorso di maternità assistita. Inoltre, il supporto emotivo e psicologico è parte integrante del percorso, aiutando la donna e la coppia ad affrontare le difficoltà con maggiore serenità.

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